In un mondo in cui i raccolti di cacao sono messi sempre più a dura prova dai cambiamenti climatici, dalle malattie delle piante e dalle pressioni economiche, Nestlé decide di guardare al futuro con occhi da genetisti. L’azienda ha infatti collaborato con importanti istituzioni scientifiche internazionali per mappare la diversità genetica del cacao su scala mondiale, arrivando a mettere insieme una “core collection” composta da ben 96 varietà, che copre oltre il 95% della biodiversità globale del Theobroma cacao. Questa collezione rappresenta una sorta di arca di Noè della biodiversità cacao-genetica, un serbatoio prezioso creato con tecniche all’avanguardia come il deep sequencing e l’analisi bioinformatiche su più di 300 varietà di cacao.
L’obiettivo è ambizioso e al tempo stesso concreto: identificare piante che possiedono caratteristiche utili per il futuro, come una maggiore resistenza al clima estremo, una maggiore tolleranza alle malattie, rese produttive elevate e qualità sensoriali migliorate. Tutto questo non è solo una scommessa scientifica, ma un pilastro strategico per rendere la filiera del cacao più forte e meno vulnerabile. Non a caso, le sequenze genomiche raccolte da questo progetto sono rese disponibili al pubblico tramite il database del National Center for Biotechnology Information (NCBI), mentre gli esemplari fisici si trovano presso istituti come Penn State e il CATIE in Costa Rica.
Dietro questa iniziativa c’è una rete di collaborazione internazionale: alla ricerca partecipano la Pennsylvania State University, il Tropical Agricultural Research and Higher Education Center (CATIE), Fox Consultancy e il centro ricerca di Nestlé. Grazie all’impegno di questi partner, la core collection non è solo un catalogo di varianti genetiche, ma diventa uno strumento concreto per selezionare piante migliori, preservare la diversità e proteggere gli agricoltori. Jeroen Dijkman, responsabile del Nestlé Institute of Agricultural Sciences, ha descritto la raccolta come una “Nave di Noè” della diversità del cacao, capace di garantire la conservazione ma anche di fornire materiale genetico prezioso per programmi di miglioramento tradizionale.
Ma l’innovazione non si ferma al genoma. Nestlé esplora anche processi post-raccolta più sostenibili: ha sviluppato una tecnica brevettata che consente di utilizzare parti del frutto del cacao spesso trascurate, come la polpa o la placenta, trasformandole in “cocoa flakes” fermentati. In questo modo, non solo si riduce lo spreco, ma si valorizza l’intero frutto — un passo importante per aumentare il valore per i coltivatori e rendere la filiera più efficiente.
Infine, questo progetto si inserisce in un più ampio impegno sostenibile. Fa parte del Nestlé Cocoa Plan, il programma di approvvigionamento responsabile dell’azienda, che promuove pratiche agricole migliori, il sostegno ai coltivatori e un uso più etico delle risorse. La mappatura del genoma del cacao, quindi, non è solo una conquista scientifica, ma un tassello essenziale per garantire che il cioccolato rimanga dolce, sostenibile e accessibile anche nelle generazioni future.
